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Aumenta il potere d’acquisto di immobili

19 giu 2017, pubblicato da Federica Tordi in: Comprare immobile Crisi Economica Economia Mutui Primo piano 

Sul dorso economico del Corriere della Sera è stato pubblicato un interessante studio sul potere d’acquisto delle famiglie italiane, che riescono a comprare casa in modo più agile rispetto a cinque anni fa. Per l’ottava rilevazione consecutiva, anche nel primo trimestre 2017 si è registrato un aumento delle compravendite pari all’8,6%: considerando che, come dicevamo qui, l’incidenza delle seconde case e degli investimenti è ormai molto bassa, questo incremento rivela come le famiglie siano tornate a comprare la prima casa.

Tenendo presente questo aumento, si è studiato il potere d’acquisto degli italiani nel 2016 e lo si è confrontato con quello del 2011. Per farlo si sono considerati il reddito medio pro capite nelle otto città più grandi d’Italia, il prezzo medio delle case e l’andamento dei tassi di interesse dei mutui. Con queste tre variabili si è ipotizzato l’acquisto di un immobile da 100 metri quadri, da parte di una coppia in cui entrambi lavorano (le cui entrate sono quindi pari al doppio del reddito pro capite nella loro città), sia pagando cash sia accedendo un mutuo.

Nel caso in cui la coppia decidesse di pagare l’immobile in contanti servirebbero mediamente 4,8 anni di reddito, contro i sei necessari nel 2011: i tempi si sono praticamente ridotti del 20%. La percentuale maggiore della riduzione si è rilevata a Milano, dove ci si attende che entro il 2017 i livelli delle compravendite tornino in pari a quelle pre-crisi. Nel capoluogo meneghino gli anni necessari per comprare casa si sono ridotti del 25,7%, passando da 6,7 a 5 anni, a fronte di un aumento del reddito pro capite del 16,8% e di una riduzione dei prezzi pari al 13,8%. A Roma servivano 8,3 anni nel 2011 contro i 6,8 anni di reddito del 2016. A Palermo si è registrata la riduzione minore (4,8 anni contro 4).

Nel caso in cui si acquistasse tramite un mutuo la riduzione degli anni di reddito necessari è ancora più evidente, grazie anche all’abbassamento dei tassi di interesse. Se nel 2011 si potevano finanziare 55,8 metri quadrati, oggi si parla di 83 metri quadrati, con un aumento del potere d’acquisto pari al 48,7%.

 

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