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Bormida e la storia dei 2.000 euro per vivere nel borgo

11 mag 2017, pubblicato da Federica Tordi in: Crisi Economica Curiosità Primo piano Territorio 

Tutti i media italiani, ma anche tutti i principali quotidiani internazionali ne hanno parlato in questi giorni: “il sindaco di Bormida offre duemila euro e un lavoro a chi si trasferisce nel borgo”. Ma in realtà si trattava solo di una proposta, che però ha suscitato l’interesse di molti, tanto che a Davide Galliano, primo cittadino del paesino ligure, sono arrivate migliaia di richieste da tutto il mondo.

Tutti avevano inteso che, per scongiurare il rischio spopolamento di un borghetto che ormai conta solo 500 anime, il sindaco avesse deciso di promuoverne il rilancio pagando chi si trasferiva lì. L’idea di base esiste, ma si è trattato solo di una proposta che Galliano ha avanzato presso la Regione Liguria, insieme a quella per un bando di immobili comunali da concedere con canoni calmierati.

È bastato poco a travisare la proposta e trasformarla in un appello, che suonava più come una promessa. Ma per chiarire il sindaco ha subito puntualizzato che se l’idea verrà accettata in regione e ci saranno gli strumenti e i fondi necessari a realizzarla, tutto partirà soltanto nel 2018. I 2.000 euro saranno considerati come un sostegno economico da garantire a chi deve affrontare le spese del trasferimento e non saranno accompagnati da un lavoro, laddove vi è una oggettiva carenza di possibilità di impiego. In realtà buone attività di rilancio e di marketing turistico ben organizzate possono dare una nuova vita a questi piccoli borghi italiani, come già avvenuto altrove nei casi di paesini ormai talmente tanto lanciati nel mondo della ricezione da aver visto impennarsi i costi degli immobili.

 

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