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Case: in arrivo il certificato di stabilità obbligatorio?

24 lug 2017, pubblicato da Redazione in: Edilizia Legislazione 

Nelle ultime settimane, anche in seguito al crollo della palazzina di Torre Annunziata, si è tornato a parlare della sicurezza degli stabili in Italia. Tra le proposte al vaglio c’è il certificato di idoneità statica per i condomini, misura che il Ministro Delrio sembra intenzionato a far rientrare nella Legge di Stabilità 2018.

Questo attestato non sarà solo uno strumento a tutela dell’incolumità degli inquilini delle case ma, nei piani del legislatore, concorrerà anche a certificare la qualità del mercato immobiliare italiano. Per il Governo il libretto di stabilità dovrebbe diventare obbligatorio, così come avviene già con il certificato energetico.

Se negli anni l’introduzione di questo documento non è decollata è stato, anche, per i costi che i proprietari dovrebbero sostenere per la verifica, per questo il ministro ricorda che il sisma bonus consente di ottenere una detrazione fino all’85% delle spese sostenute per l’adeguamento antisismico degli immobili, previa valutazione delle condizioni statiche.

In attesa di sapere se il certificato di stabilità diventerà obbligatorio, il Governo ha comunque previsto una serie di interventi finalizzati a monitorare la vulnerabilità degli edifici residenziali:

  • Programma di diagnosi per 550.000 immobili residenziali costruiti in muratura portante o in calcestruzzo armato prima del 1980 (prima dell’introduzione di normative antisismiche stringenti). Gli edifici sono localizzati nei 650 comuni italiani più a rischio sismico, con un investimento previsto di circa 120 milioni di euro;
  • Apertura di 10 cantieri sperimentali sul territorio italiano che testeranno soluzioni non invasive di riduzione della vulnerabilità. I comuni pilota saranno Reggio Calabria, Foligno e Feltre con interventi di risanamento antisismico leggero (senza allontanare i residenti).
  • Infine si lavora alla costituzione di un archivio informatizzato in cui far confluire tutte le informazioni di cui già oggi le pubbliche amministrazioni dispongono a livello di singolo edificio. In questo modo le notizie, che oggi sono frammentate tra Agenzia delle Entrate, Catasto, ENEA, Istat e Dipartimento della Protezione Civile, verrebbero rese accessibili tramite un flusso integrato, costituendo una importante base dati sulle condizioni degli edifici.

Anche in assenza dell’obbligatorietà del certificato di stabilità degli edifici ricordiamo che, già oggi, l’amministratore ha tra i suoi compiti anche quello di conservare tutta la documentazione e di inserire nel registro di anagrafe condominiale le informazioni sulle condizioni delle parti comuni dell’edificio e, implicitamente, anche sulla loro sicurezza statica. In questo archivio confluiscono anche le certificazioni obbligatorie di conformità alla legge degli impianti comuni e degli aggiornamenti della situazione statica.

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