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Costruzioni, la ripresa è nel 2017

Possibile ripresa, dopo anni di sofferenze che hanno messo in crisi tutto il settore: è questa, in buona sintesi, la principale rilevazione fornita dall’ultimo Osservatorio Congiunturale sull’Industria delle Costruzioni, realizzato dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi dell’Ance, L’Associazione Nazionale dei costruttori edili. Vediamo insieme, nel dettaglio, com’è andato il 2016 e che prospettive attendono l’anno appena iniziato.

Un 2016 di luci e ombre

Il 2016 non è stato l’anno di svolta per il comparto edilizio che in molti si attendevano: gli ultimi dati Istat, relativi ai primi dieci mesi del 2016, parlano di un calo dello 0,2% della produzione nelle costruzioni, rispetto ad un anno fa. Come se non bastasse, le costruzioni restano l’unico settore di attività economica a chiudere l’anno con un segno negativo: mentre gli addetti nel totale dei settori di attività economica sono cresciuti dell’1,4%, nei primi nove mesi del 2016 quelli relativi alle costruzioni si sono ridotti del 4,9%. Ergo, il bilancio complessivo di tutti i posti di lavoro persi nel comparto, dall’inizio della crisi ad oggi, si è fatto ancora più grave, con circa 600mila italiani che hanno perso il lavoro (-30% dal 2008 ad oggi). Il bilancio è molto negativo anche ragionando a livello macroscopico e considerando le singole imprese: oltre 100.000 imprese sono uscite dal settore delle costruzioni (-16%).

Ance stima un calo annuale degli investimenti nella nuova edilizia residenziale pari al 3,4%: numero, questo, che fa il paio con il calo, ormai decennale, dei permessi di costruire e con i flussi di finanziamento delle banche, che continuano a calare registrando un -4,3% nel comparto abitativo e -14,1% in quello non residenziale.

Un 2017 di attesa (della svolta)

Secondo le previsioni dell’Ance, l’anno appena iniziato potrebbe essere più roseo dei precedenti: l’Ufficio Studi dell’associazione prevede un  aumento degli investimenti in costruzioni pari allo 0,8% in termini reali e al +1,8% in termini nominali. Merito di questa inversione di tendenza potrebbe andare alla Legge di Bilancio 2017, il cui impatto potrebbe portare a rilanciare gli investimenti infrastrutturali, oltre che stimolare interventi di messa in sicurezza sismica e per l’efficientamento energetico degli immobili, residenziali e non.

Si prevede, nel dettaglio, una crescita dell’1,9% rispetto al 2016 per il complesso degli investimenti in opere pubbliche, un aumento dell’1,4% per le opere di manutenzione straordinaria dello stock abitativo esistente e una crescita stimata dello 0,3% per gli investimenti in costruzioni non residenziali private. Non miglioreranno solamente i volumi degli investimenti in nuove abitazioni, anche se la discesa sarà più contenuta rispetto al passato: il calo previsto è pari all’1,4% – da aggiungere, ovviamente, a quanto perso finora.

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