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Dal 1998 i prezzi nelle grandi città sono saliti del 38,7%

26 feb 2016, pubblicato da Federica Tordi in: Crisi Economica Economia Immobili Mercato immobiliare Primo piano 

L’Ufficio Studi di Tecnocasa ha pubblicato recentemente un’analisi dei prezzi degli immobili italiani concepita come monitoraggio storico del valore delle case dal 1998 al primo trimestre 2015. Il trend generale è in salita, soprattutto nelle grandi città che in questo lasso di tempo hanno visto crescere del 38,7% i prezzi di mercato.

Sul podio per l’aumento del valore si sono piazzate nell’ordine Roma, Napoli e Milano. Nella Capitale i prezzi degli immobili, dal 1998, sono cresciuti addirittura del 69,7%. Poco più ridotta la salita di Napoli, dove si registra un +66,4% e, al terzo posto, stacca di più Milano con un +57,7%. La situazione si ribalta, però, se si considerano i soli anni della crisi, ossia quelli dal 2007 al primo semestre 2015: in questo periodo, a livello nazionale, il crollo dei prezzi è stato pari al -38%. Tra le grandi città ha perso di più Bologna (-45,5%). Si sono distinte, invece, per i cali meno evidenti, Milano (-27,2%) e Firenze (-29,6%).

Per ciò che riguarda capoluoghi di provincia e hinterland, dal 1998 queste aree hanno certamente guadagnato meno rispetto alle grandi città, soprattutto a causa delle nuove costruzioni apparse negli anni del boom tra fine anni ’90 e 2000 che hanno contribuito a mantenere calmierati i prezzi di mercato. I capoluoghi di provincia hanno visto crescere il valore del mattone “solo” dell’8,3%, mentre gli hinterland delle grandi città hanno registrato un +18,7%.

Per gli aumenti nei capoluoghi di provincia, negli anni dal 1998 al primo semestre 2015, primeggia nella classifica il Sud con un +27,8%, seguito, ma a molta distanza, dal Centro (+6%) e dal Nord dove la crescita è stata davvero minima, fermandosi al +0,7%.

 

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