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Dall’Europa 1,2 miliardi di euro per la ricostruzione

4 set 2017, pubblicato da Redazione in: Varie 

Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea ha stanziato 1,2 miliardi di euro per la ricostruzione post terremoto nel Centro Italia. Il finanziamento è stato approvato dalla commissione Bilancio del Parlamento europeo, ora manca solo il via libera definitivo dall’Aula di Strasburgo (la votazione è prevista per il 13 settembre).

Si tratta della cifra più alta mai stanziata dal Fondo di solidarietà, l’entità della somma supera la dotazione annuale ed è stata messa insieme facendo ricorso a tutto quello che non era stato utilizzato negli anni precedenti e impegnando alcune risorse che fanno parte del budget del 2018.

Questo intervento coprirà circa il 6% delle spese per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma, tra agosto 2016 e il gennaio del 2017, in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Per l’eurodeputato Giovanni La Via (del PPE), relatore della proposta al Parlamento, si tratta di “una cifra molto alta che permetterà di finanziare interventi specifici, come la costruzione di alloggi temporanei, la realizzazione di infrastrutture pubbliche e altri lavori di recupero del patrimonio culturale». Tra gli edifici storici che potranno beneficiare di questo stanziamento c’è anche la Basilica di San Benedetto a Norcia.

Il Fondo di solidarietà dell’UE offre sostegno ai Paesi che, a causa di disastri naturali di grande entità, subiscono gravi conseguenze per le condizioni di vita dei cittadini, l’economia e l’ambiente. Venne creato nel 2002 dopo le inondazioni in Europa centrale. Da allora 24 Paesi ne hanno beneficiato per riprendersi da disastri quali incendi, siccità, inondazioni, tempeste e terremoti. In passato l’Italia ha già ottenuto finanziamenti, ad esempio in occasione del terremoto dell’Aquila (2009) e dell’Emilia Romagna (2012), per un totale di 1,3 miliardi di euro.

L’Europa interviene direttamente per alleviare nell’immediato la sofferenza e il disagio di chi è stato colpito dal sisma – prosegue La Via -, offrendo aiuti per le abitazioni provvisorie, svolgendo degli interventi che aiutano a recuperare la storia del territorio e riparando delle infrastrutture che sono necessarie per far ripartire la vita a livello locale”.

In caso di approvazione i fondi sarebbero a disposizione dell’Italia nel giro di poche settimane e la responsabilità dell’utilizzo delle risorse sarà dello Stato italiano, che dovrà occuparsi anche dell’esecuzione delle attività di verifica e controllo.

 

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