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Ecco cosa succede al mattone nel mondo

19 ago 2014, pubblicato da Federica Tordi in: America Crisi Economica Economia Mercato immobiliare Primo piano Varie 

Il mercato immobiliare è lo specchio della situazione economica di un Paese, dall’uno dipendono reciprocamente le sorti dell’altro. In questi anni di forte crisi, non solo in Italia ma in tutto il mondo, gli Stati hanno dovuto fare i conti con situazioni piuttosto complesse, anche laddove gli effetti della crisi sembravano non intaccare lo stato delle cose e si cominciava a temere, però, il rischio di una bolla immobiliare. Vediamo come stanno i mercati immobiliari fuori dai confini italiani, dall’Europa agli altri continenti.

Il mattone nel Vecchio Continente

L’immobiliare della nostra Europa sembra al sicuro dalla deflazione che si era temuta qualche mese fa, almeno così sostiene la Banca Centrale Europea che ha pubblicato il suo bollettino periodico sui tassi di inflazione. Benché il segno per i prezzi degli immobili rimanga ancora quello negativo, i primi tre mesi del 2014 si sono chiusi a quota -0,5%, bene rispetto al trimestre di prima che segnava -1,6%. Il tasso medio di calo annuo, secondo Francoforte, si è assestato all’1% annuo dall’inizio della crisi, ovvero dal 2008.

Certo questi sono i numeri medi, ma la situazione varia in ciascun Stato membro dell’Eurozona. Chiaro che in Paesi come l’Austria o l’Olanda dove si promuovono politiche di controllo dei prezzi di affitto, ad esempio, l’andamento del mercato risentirà molto meno della crisi economica e ne guadagnerà in stabilità, cosa che non succede altrove, come in Italia, dove i prezzi si mantengono conformi a quelli di mercato.

Sempre all’interno dell’UE c’è chi sta meglio di chiunque altro, come la Germania, dove nel primo semestre 2014 si è registrato un +35,5% nelle transazioni di immobili, con il 16% in più di transazioni nel settore residenziale. In Spagna, poi, uno dei Paesi che, come Italia e Grecia, ha risentito maggiormente della crisi, la situazione sembra stia risalendo pian piano. Infatti giugno 2014 è stato il quarto mese di un trend positivo costante che ha segnato una ripresa del mercato immobiliare del 8,8% rispetto allo stesso periodo del 2013, con un boom soprattutto nella vendita di alloggi (+17,4%) e terreni destinati all’agricoltura (+10,3%).

Gran Bretagna e Canada scongiurano le bolle

Il rischio bolla immobiliare sembra non riguardare più i due Paesi che molti davano per spacciati, ovvero Gran Bretagna e Canada. La prima sta vivendo uno sgonfiamento piuttosto evidente e i costi delle unità abitative si sono ridotti mediamente del 2,9% ad agosto rispetto a luglio; la quotazione media, poi, è scesa di 7.750 sterline, il livello maggiore di calo dal 2001. Inoltre, per la prima volta negli ultimi diciotto mesi, la domanda di immobili ha subito un rallentamento, nonostante continuino ad arrivare investimenti dall’estero e anche dall’Italia, e le previsioni danno questo calo come costante anche per il prossimo anno, visto anche una sensazione degli inglesi a tinte pessimiste, considerate le politiche di scoraggiamento dei mutui residenziali da parte del Governo britannico.

In Canada, caso record del settore immobiliare con prezzi in aumento da ben dieci anni, già l’anno scorso si era assistito a un primo abbassamento che aveva fatto scattare l’allarme esplosione bolla. Invece quest’anno sta riportando la stabilità, merito anche di una politica in equilibrio che livella il costo delle case con quello dei salari medi e ha abbassato i tassi di interesse per garantire un interesse costante dei cittadini verso una possibile accensione di mutuo.

Negli altri continenti…

Oltre Oceano, negli Stati Uniti, la situazione sembra essere più rosea delle previsioni: il NAHB, ovvero l’associazione che riunisce i costruttori edili americani, ha da poco reso noto l’indice di fiducia di chi opera nell’edilizia che ha sorpassato ogni attesa raggiungendo il livello più alto degli ultimi sette mesi. Però, ciò che rimane invariato, anzi si accentua sempre di più, è il forte divario che corre tra ricchi e poveri, dato che si riflette sul mercato immobiliare che prende velocità ben diverse in base alla situazione locale di occupazione e qualità della vita.

In Cina, infine, le politiche di prezzo hanno portato a un calo del costo delle case, in risposta a una domanda ancora molto debole e luglio è stato il terzo mese consecutivo di abbassamento del valore degli immobili, ai livelli minimi da giugno 2011. Si prevede un trend ancora costante nella discesa dei prezzi e la conferma arriva anche dai numeri delle compravendite che, in sei mesi, sono calati di circa 10 punti percentuali.

 

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