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Edilizia e riqualificazione: come usare i fondi europei

7 mar 2016, pubblicato da Federica Tordi in: Crisi Economica Edilizia Primo piano Ristrutturazioni Territorio Varie 

In occasione di un seminario tenutosi a Roma negli scorsi giorni, l’Ance è tornata a discutere dell’importanza dei fondi comunitari per il rilancio dell’edilizia in Italia e ha avanzato le sue proposte per cambiarne le politiche di gestione.

Se finora, infatti, si sono sempre aspettati i fondi per poi pensare ai progetti, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili propone un’inversione dell’approccio, vale a dire partire dai progetti, studiando le necessità del territorio, per poi inserirli nel piano di impiego dei fondi europei. Tali finanziamenti, per molte realtà locali, sono ancora l’unica fonte certa di introiti e di cassa. Basti pensare che di quelli previsti negli anni 2014-2020 (51,8 miliardi), servirebbero 15,2 miliardi di euro per far ripartire la domanda del settore. E proprio nel 2015 si è visto incrementare il numero di bandi di gara pubblici proprio per far in modo di impiegare tutti i fondi in scadenza, ossia quelli appartenenti alle misure finanziarie 2007-2013.

Secondo i calcoli dell’Ance il 40% dei soldi che ogni anno viene utilizzato per opere pubbliche proviene proprio da questo tipo di fondi che, quindi, hanno enormi potenzialità anche per misure dirette alle aziende, e non solo al territorio.

Per cambiare l’approccio e riuscire nell’intento di rilanciare l’edilizia tramite i fondi comunitari, l’Ance ha esortato gli addetti ai lavori, le istituzioni e le imprese a impegnarsi nella creazione di nuove sinergie e di nuovi accordi. Aprire nuovi cantieri, o riprendere i tanti che versano in condizioni di abbandono nel nostro Paese, non vuol dire soltanto creare posti di lavoro, ma vuol dire anche promuovere la riqualificazione urbana di cui tante nostre città necessitano.

 

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