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EXPO 2015: il padiglione del Belgio

11 ago 2015, pubblicato da Andrea Polo in: Appuntamenti Expo 2015 Primo piano Varie 

Alzi la mano chi ritiene di conoscere veramente il Belgio e la varietà di prodotti che l’economia di questo piccolo stato è in grado di produrre in modo egregio. Per noi, che ben poco sapevamo della nazione di quel giovane re Filippo, figlio dell’italiana Paola Ruffo di Calabria e salito al trono quasi per caso dopo che, alla morte senza eredi dello zio Baldovino, la corona scivolò sul ramo cadetto della famiglia, visitare il padiglione belga ad EXPO 2015 è stata una piacevole sorpresa.

Lo spazio espositivo si nota poco; schiacciato, per così dire, fra il più mediatico Padiglione Zero di cui parleremo nei prossimi giorni e quello del Nepal, finito al centro della cronaca per il bel gesto di solidarietà che, sia pure in ritardo, ne ha permesso la realizzazione grazie alla collaborazione degli altri stati.

Una volta entrati nel tutt’altro che affollato padiglione belga, si viene accolti da sorridenti hostess che regalano una monoporzione dei biscotti belgi che tutti abbiamo mangiato, ma nessuno ricorda siano stati creati all’ombra degli alberi di Brussells (a proposito, non mangiateli subito come abbiamo fatto noi, conservateli per un po’ e scoprirete di aver fatto bene).

Il percorso comincia con l’illustrare le molte tecniche rivoluzionarie che il Belgio ha saputo creare come quella, illustrata al piano inferiore, della coltivazione idroponica che, unendo l’allevamento dei pesci all’idrocoltura più classica, riesce a creare un sistema che, in pratica, si auto sostiene ed è ad impatto nullo per l’ambiente.

Dopo una leggera salita ecco altre due eccellenze belghe; il cioccolato e i diamanti lavorati. Al primo è dedicato un mini stand con un maitre chocolatier che lavora davanti ai vostri occhi e che, se non siete stati golosi come noi, col biscotto dato all’ingresso vi farà assaggiare un cioccolato da leccarsi i baffi.

Ai diamanti lavorati, invece, sono dedicate alcune divertenti vetrine sul lato che accompagna nuovamente il visitatore al piano terra. Tutto ad EXPO 2015 parla di cibo; persino i diamanti. Ecco allora collane a forma di cozze, ortaggi e frutta; talmente assurde da risultare bellissime.

L’ultimo piano porta in fondo; in fondo al padiglione, ma anche alla storia che il nostro pianeta potrebbe vivere se ciascuno di noi non comprende l’importanza di un vivere sostenibile. A chiari numeri sono illustrati i molti passi negativi che abbiamo già compiuto e quelli che di qui a qualche decennio (non abbiamo detto secolo, ma decennio) potrebbero portare i nostri figli a ereditare un pianeta ormai invivibile.

Eppure invertire la rotta è possibile; si può risalire in superficie, come fa il percorso del bel padiglione belga che va assolutamente visto.

Leggi il resoconto della nostra visita ai padiglioni dell’Angola, del Brasiledel Cile, degli Emirati Arabi Uniti, della Repubblica di Corea, degli Stati Uniti d’America, della Svizzera, della Spagna e di Israele

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