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Expo è finita: dubbi e certezze sul futuro dell’area

2 nov 2015, pubblicato da Federica Tordi in: Edilizia Expo 2015 Primo piano Territorio 

I sei mesi più attesi di questo 2015 sono terminati ed Expo ha chiuso definitivamente le sue porte, almeno per il momento, visto che subito si è cominciato a parlare di quando e come riaprirle per nuovi progetti da far sorgere in un’area così vasta come quella dell’Esposizione Universale di Milano.

Si tratta di ben 1 milione di metri quadrati in cui fino a qualche giorno fa il mondo intero si concentrava tra cluster e padiglioni che ora vanno smantellati. Le uniche costruzioni che rimarranno in piedi saranno, oltre all’Albero della Vita, il padiglione Italia, Cascina Triulza e il padiglione Zero che, fra l’altro, sembra riapriranno a maggio 2016. Per smantellare il resto servirà un anno, almeno queste sono le stime di chi gestisce i cantieri di nuovo aperti. Ma dopo? Cosa ne sarà di quest’area in quel di Rho?

Finora l’idea più “attendibile” sembra essere quella che vorrebbe riconvertire l’area in un campus per l’Università Statale di Milano a cui accorpare anche un quartiere di innovazione e ricerca, come ha proposto Assolombarda. Di sicuro c’è la firma, che si attende a breve, di un’intesa tra Comune, Regione, Governo, Assolombarda, Statale, Demanio e Cassa Depositi e Prestiti. Ma i tempi tra la fine dello smantellamento e l’inizio dei lavori per il nuovo progetto potrebbero essere così lunghi da rendere necessaria un’ulteriore idea per il fast post, con lo scopo di evitare bivacchi o baraccopoli. Per il 2016, in ogni caso, l’area servirà per l’Esposizione Internazionale della Triennale di Milano.

Di fondo ci sono delle questioni e degli intrecci piuttosto complessi. La società di nome Expo ha giugno 2016 come termine ultimo per la consegna dei lavori di smantellamento a chi possiede i terreni. Chi ne è proprietario è Arexpo, una società pubblica che all’epoca era stata creata appositamente per l’acquisto e di cui sono soci Comune, Regione, Fondazione Fiera e per il 3% il Comune di Rho e Città Metropolitana. La promessa del Governo è quella di entrare a breve nel controllo, sborsando 35 milioni di euro.

Per bonificare l’area, Expo pagherà 72 milioni di euro: non è semplice però fare un conto complessivo di quanto l’evento sia costato, l’unica cosa che si sa è quanto detto dal commissario Sala che ha rassicurato tutti sul fatto che di certo si chiude in pareggio. Proprio Giuseppe Sala è un altro grosso punto interrogativo visto che ha rinunciato all’incarico di occuparsi anche del post evento. Questo implicherà senz’altro un nuovo assetto manageriale ancora da definire. Qualche altra certezza sul futuro dell’area potrebbe arrivare il prossimo 10 novembre: per quella data Matteo Renzi sarà a Milano, probabilmente al Teatro Piccolo, per discutere del futuro di una zona che non può e non deve diventare l’ennesima “cattedrale nel deserto”.

 

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