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Gli immobili dello Stato vanno online

12 gen 2016, pubblicato da Vittoria Giannuzzi in: Economia Primo piano 

Gli appassionati di numeri e statistiche non potranno che gioirne: nelle scorse ore l’Agenzia del Demanio ha reso disponibili online i dati principali e la geolocalizzazione di tutti gli immobili di proprietà dello Stato. Un’operazione trasparenza che mette, per la prima volta, sotto gli occhi di tutti in maniera semplice la consistenza del patrimonio immobiliare italiano: parliamo, in numeri, di oltre 32 mila immobili e 14 mila terreni che, complessivamente, hanno un valore stimato davvero incredibile, che supera i 59 miliardi di euro.

OpenDemanio: cos’è

L’Agenzia del Demanio ha presentato ufficialmente la nuova piattaforma web, “OpenDemanio”, che consente di navigare e consultare tantissimi dati, organizzati in tre sezioni: già da luglio 2015 erano online i dati riferiti al Conto Patrimoniale dello Stato, che verranno aggiornati al 31 dicembre di ogni anno (oggi abbiamo quelli di fine 2014); dal 7 gennaio, invece, sono state rese pubbliche la sezione dedicata alla georeferenziazione dei fabbricati e quella in cui sono depositati, in formato aperto, i dati sui fabbricati e le aree.

I cittadini sono liberi, quindi, di navigare alla scoperta della geolocalizzazione del patrimonio immobiliare dello stato (con Streetview di Google) e di averne l’esatta contezza: dalla categoria catastale allo stato di occupazione, dalla superficie complessiva all’indirizzo esatto. Tutto, come detto, nel segno della trasparenza e della valorizzazione di quello che è il “nostro” patrimonio immobiliare. A breve, inoltre, il database verrà arricchito con i dati sui cantieri aperti e sugli immobili inseriti in percorsi di valorizzazione.

Alcune curiosità: la regione in cui sono stati localizzati più immobili di proprietà demaniale è il Lazio (3.931 immobili, quasi il 14% del totale); a seguire troviamo il Veneto (2.881) e la Sicilia (2.388).  In termini di valore economico, è sempre la regione Lazio, comprensibilmente, a contenere gli immobili più costosi: da soli questi rappresentano oltre il 30% del totale. A seguire, in questa classifica, la Campania e la Toscana.

Il progetto Valore Paese

Dei 32mila immobili messi sotto la lente degli italiani ve ne sono, rileva il Corriere della Sera, ci sono 208 beni dal grande valore storico, paesaggistico o artistico che sono stati inseriti nel progetto “Valore Paese” – di cui vi abbiamo parlato diverso tempo fa. Si tratta di un’iniziativa che vede coinvolti, oltre all’Agenzia del Demanio stesso, numerosi altri operatori del settore: Invitalia, Anci, i ministeri dei Beni culturali e dello Sviluppo Economico. Tutti insieme questi enti stanno lavorando per ridare lustro a immobili di pregio in stato di abbandono o di sotto-utilizzo: da ville ad ex caserme, dai castelli ai conventi, fino ad arrivare ad intere isole o borghi. Il progetto è quello di indire dei bandi pubblici di affitto e gestione di questi immobili per una durata non superiore ai 50 anni. Conditio sine qua non per la locazione è la volontà di trasformarli in “contenitori dell’eccellenza italiana” in tutti i suoi aspetti: arte, musica, storia, artigianato, moda, design ed enogastronomia.

Ecco che quindi il contributo dei cittadini diventa indispensabile, perché senza il supporto dei privati è impossibile che questa opera di valorizzazione immobiliare (ma anche di crescita economica, sociale e culturale) possa andare in porto.

Andando a scorrere tra gli immobili disponibili per questo progetto si nota come sia coinvolto tutto il territorio nazionale: tra i più interessanti segnaliamo l’ex carcere Nuovo di Procida (in provincia Napoli) che si vorrebbe trasformare in uno spazio per attività turistico-ricettive, il Castello Aragonese di Otranto (in provincia di Lecce) che già ospita il Museo Civico ma è pronto ad accogliere un centro polifunzionale culturale, l’ex aeroporto Eleuteri, sito a Castiglione del Lago (in provincia di Perugia), che diventerà parte integrante dell’Ecomuseo del Trasimeno e il Grand Hotel a San Pellegrino Terme (Bergamo): un albergo liberty chiuso da oltre trent’anni, che si punta a riaffittare per riaprirlo nuovamente.

 

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