I bambini e le liti in condominio
Chi è abituato a vivere in condominio lo sa già: i bambini rappresentano un motivo di discussione e, spesso, di liti tra vicini. Pianti di notte, capricci e urla durante i giochi possono rendere complicata la convivenza tra condomini, tanto che per il 72% degli italiani intervistati dall’Anamni – Associazione degli Amministratori d’Immobili – sono fonte di litigio, per colpa di rumori, atti vandalici, cose lasciate negli spazi condivisi ed incidenti.
Piccole incomprensioni, queste, che possono però sommarsi e sfociare in denunce e scontri più o meno accesi in assemblea condominiale: per tentare di risolverle si va dalla comunicazione ufficiale per i genitori delle piccole pesti a un dialogo di persona con la mamma e il papà, nel tentativo di sedare bambini troppo irrequieti.
D’altro canto, è bene ricordare che esistono regolamenti che impongono degli orari prestabiliti per i giochi, vietano i rumori e preservano i momenti più importanti della giornata, vale a dire i pasti e il riposo. In questo senso, spetta ai genitori, più che ai bambini gestire la loro naturale vivacità: secondo l’Anamni nel 46% dei casi le proteste arrivano per colpa dei genitori, incapaci di tenere a bada i figli, e nel 42% per un eccesso di intolleranza da parte degli adulti, anziani soprattutto, che mal digeriscono i giochi ad alto volume dei più piccoli.