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Il governo inglese costruisce nuovi paesi di campagna

3 gen 2017, pubblicato da Federica Tordi in: Curiosità Economia Mercato immobiliare Nuove Costruzioni Primo piano Territorio 

Ormai da tempo la Gran Bretagna sta soffrendo da un punto di vista immobiliare per un’offerta limitata che non corrisponde più a una domanda in continua espansione. Il Governo aveva già annunciato di voler costruire, entro il 2020, un milione di nuovi alloggi, ma è di questi giorni la novità assoluta – che deriva addirittura da un’idea del XIX secolo: quella di dar vita a nuovi paesini di campagna.

Il portavoce del Ministero dell’Amministrazione del Territorio del Governo di Theresa May ha reso noto un investimento di 8,7 milioni di euro per la costruzione di almeno 17 nuovi agglomerati in aperta campagna, non solo nella zona fuori Londra, ma distribuiti su tutto il territorio nazionale, dal Derbyshire alla Cornovaglia. Con i nuovi villaggi, che sfrutterebbero le ampie distese disponibili in tutto il Paese, si risponderà a diversi bisogni, oltre a quello già citato di colmare il gap domanda/offerta: da un lato promuovere lo sviluppo locale e dall’altro scongiurare il rischio bolla immobiliare a Londra e nelle grandi città. Se qualcuno, infatti, aveva proposto la riqualificazione e l’ampliamento delle periferie, il Governo ha pensato di creare dei centri ex novo anche per distribuire più equamente la ricchezza e la produttività, senza contare la possibile creazione di molti nuovi posti di lavoro. Oltre che alla costruzione, i lavoratori inglesi dovranno chiaramente occuparsi poi dell’amministrazione e della gestione dei nuovi villaggi, impiegandosi così al di fuori delle grandi cinture urbane sovraffollate. Ogni agglomerato conterrà dalle 1.500 alle 10mila unità immobiliari e la loro creazione rientra nel piano già annunciato dei nuovi 200mila alloggi fortemente voluti dal Governo May.

 

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