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In aumento le opere incompiute

22 feb 2016, pubblicato da Andrea Polo in: Altro Edilizia Primo piano Varie 

Foto: Le vele di Calatrava da Ansa.it

Nel 2013 il saldo complessivo delle opere incompiute nel nostro Paese era di 636 interventi; nel 2014, secondo quanto comunicato negli scorsi giorni dal Codacons, i cantieri ancora aperti o, ancora peggio, fermi e semi abbandonati sono diventati 868. Nessun numero per quanto riguarda il 2015 dato che, proprio all’anno prima, fanno riferimento gli ultimi dati disponibili all’Anagrafe delle opere.

Al di là dell’amarezza per il fatto che siano così tanti i lavori incompiuti, il Codacons ha calcolato anche quello che è il danno economico, o lo spreco di denaro pubblico se preferite, che questo comporta. Gli 868 interventi non terminati equivalgono, come riportato dal sito dell’ agenzia Ansa, ad un costo di 166 euro per ciascuna famiglia italiana, vale a dire 4 miliardi di spreco e, di contro, 1,4 miliardi di euro necessari per completare i lavori in tutti i cantieri.

Quasi un quarto di queste opere incompiute (215) si trovano in Sicilia, regione che detiene così il tutt’altro che invidiabile record dei cantieri abbandonati o che procedono a forte rilento. Appena meno di 100, 93 per essere precisi, le opere incompiute in Calabria, mentre sono 81 i cantieri che hanno sede in Puglia e per i quali non è possibile ipotizzare una data realistica di fine lavori.

Quasi raddoppiate anche le incompiute lombarde che nel 2013 erano solo 19, ma nel 2014 sono dientate 35.  Il record dello spreco, come lo ha definito il Codacons, è però romano e ha un nome ben preciso; la città dello sport di Tor Vergata. Fino ad oggi questo progetto incompito è già costato ai cittadini 607 milioni di euro, ma è stato realizzato solo lo scheletro della vela di Calatrava, ormai pericoloso e dannoso e che quindi, paradossalmente, andrebbe abbattuto.

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