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In tre anni le tasse sugli immobili aumentate di 15 miliardi

25 dic 2014, pubblicato da Andrea Polo in: Varie 

Dopo aver raccontato l’amara situazione in cui versa il settore dell’edilizia italiana, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili ha diffuso altri dati tutt’altro che confortanti in merito ai carichi fiscali imposti sulla casa. Dal 2011 ad oggi, secondo l’Ance, le imposte legate agli immobili sono aumentate, nel complesso, per 15 miliardi di euro. I numeri di Ance sono in qualche modo rafforzati anche da Federconsumatori.

Se, sostiene l’Associazione dei Costruttori, nel 2011 il prelievo fiscale connesso all’Ici è stato pari a 9 milardi di euro, la somma di Tasi ed IMU ha portato gli italiani a pagare al fisco ben 24 miliardi di euro. Dal canto suo Federconsumatori ha invece puntato i riflettori sulla Tari che, con i bollettini che proprio in questi giorni le famiglie stanno ricevendo a casa, porterà nelle casse dello Stato altri 8 miliardi di euro.

A fronte di un’inflazione cresciuta nella misura del 7%, secondo i calcoli dell’associazione che difende i consumatori, per un immobile tipo di 100 metri quadrati in cui abita una famiglia di tre persone, l’imposizione fiscale è aumentata del 20,65% in 36 mesi. Viste queste premesse, evidenzia ancora Ance, è da temere che un prelievo fiscale così pesante affossi la sia pur timida ripresa che, con grande fatica, il settore degli immobili residenziali sta finalmente attraversando.

Non in tutta Italia, però, il carico fiscale è aumentato nello stesso modo. La città capoluogo che più di ogni altra ha subito gli aumenti è stata Cagliari dove le tasse sulla casa sono pari, in media, a 532 euro per famiglia; a seguire si trova Siracusa (502 euro). Terzo posto per Reggio Calabria, capoluogo in cui le famiglie dovranno pagare 496 euro.

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