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Milano capitale della deflazione, ma la casa?

Ad ottobre 2016 i prezzi a Milano sono scesi più che in qualunque altra città italiana; tendenzialmente, ha stabilito l’Istituto Nazionale di Statistica, nella misura dell’1,8%.

È bastato questo dato per conquistare i titoli dei giornali che hanno subito eletto il capoluogo lombardo a capitale della deflazione, ma siamo proprio certi che sia così e, soprattutto, anche la riduzione dei prezzi degli immobili rientra in questo scenario?

Partiamo dalle certezze, secondo i calcoli dell’Istat, vista la contrazione generale dei costi legati alle spese della vita quotidiana, rispetto allo scorso anno una famiglia che vive a Milano ed è composta da quattro persone ha speso 882 euro in meno su una base annua,e questa, senza dubbio, è un’ottima notizia, ma leggendo con attenzione la comunicazione ufficiale si scopre che è lo stesso Istituto a placare i facili entusiasmi. Questa deflazione, se così vogliamo chiamarla, ha assunto valori così elevati perché il confronto è fatto con l’ottobre del 2015 quando a Milano si respirava aria di EXPO, la manifestazione aveva dimostrato il suo successo di pubblico e i prezzi, in virtù dell’aumento della richiesta erano aumentati. Oggi l’effetto EXPO è chiaramente molto meno forte e i costi sono tornai a normalizzarsi.

Il mattone, si sono chiesti alcuni, è quindi un altro dei settori che vanno considerati come parte della deflazione milanese? No, non lo è. Come gli addetti ai lavori ben sanno, il prezzo degli immobili segue un andamento ciclico, definibile come a cella d’alveare e la fase in cui ci troviamo oggi, con prezzi senza dubbio inferiori a quelli di qualche anno o anche solo qualche mese fa, rientra in questo scenario ciclico, già in essere da anni.

Oggi, come certificato anche dall’Indice sulla fiducia condotto da Immobiliare.it poco tempo fa, è senza dubbio un ottimo momento per comprare casa, forse meno per venderlo (è la ovvia legge della domanda e dell’offerta), ma questo è determinato da molti altri fattori; per citarne solo alcuni potremmo parlare della riduzione dei tassi di interesse applicati ai mutui o dell’aumento di offerta di immobili sul mercato, del rinnovato interesse verso l’immobiliare italiano da parte degli investitori internazionali e, anche, dei piccoli risparmiatori che tornano a pensare al mattone come un’ottima cassaforte per il loro denaro.

Insomma, la marcia del mercato immobiliare continua, deflazione o no e, per fortuna, è una marcia che procede sul cammino che porta fuori dal buio della crisi degli ultimi anni.

 

 

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