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Nella giungla dei regolamenti edilizi

28 gen 2016, pubblicato da Federica Tordi in: Edilizia Immobili Norme Primo piano Uffici 

Si aspettava per novembre il regolamento edilizio unico che avrebbe finalmente rappresentato la fine delle migliaia di differenze tra i documenti vigenti negli oltre 8.000 comuni italiani. Eppure non ha ancora visto la luce quello che nell’agenda governativa era stato inserito come il lavoro della commissione Italia Semplice. Effettivamente di semplice pare non ci sia ancora nulla. Un’interessante, a tratti esilarante, inchiesta del Corriere.it a firma, di Sergio Rizzo, racconta una delle tante facce dell’Italia dei paradossi, quella appunto dei regolamenti edilizi, diversi in ognuno dei comuni italiani.

Ciascun ufficio tecnico comunale ha stilato questi documenti nella più totale libertà ed è difficile individuare punti in comune, già a partire dal volume dei regolamenti. Se a Napoli si contano 71 articoli e a Roma 95, si arriva a Catania con il record di 165. Le cose non variano se si guarda al contenuto. Secondo i numeri forniti dal Corriere.it riguardanti, per esempio, le dimensioni minime di una camera matrimoniale si spazia dai 12 metri quadrati di Milano, ai 14 di Firenze fino ai 24,30 di Reggio Calabria. Ambienti estremamente diversi anche quelli delle cucine che a Milano posso essere abitabili da un minimo di 5 metri quadri, mentre a Firenze ne servono almeno 9.

E i balconi? Anche qui cambia tutto e le commissioni tecniche si sono davvero sbizzarrite. I parapetti a Milano devono essere alti almeno 1 metro e 10 centimetri, a Roma basta un metro. Ma già il concetto di abitabilità è ben diverso nelle migliaia di regolamenti: se a Milano per definire un alloggio abitabile basta un minimo di 28 metri quadrati, come a Firenze, a Napoli ne servono almeno 45.

Idee diverse, spazi diversi e, forse, modi di vivere diversi. Sarà per questo che il regolamento unico per l’Italia si è arenato proprio sulle definizioni, con una quarantina che stentano a essere fissate univocamente. In fondo, un milanese e un napoletano non potranno mai avere la stessa idea di veranda!

 

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