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Ocse: in Italia servirebbe l’imposta sulla prima casa

9 giu 2017, pubblicato da Federica Tordi in: Economia Primo piano Tassazioni 

Lo aveva già fatto presente poco tempo fa l’Unione Europea e adesso lo ha fatto anche l’Ocse: all’Italia si richiede di rivedere il piano di pressione fiscale per la ripartenza economica, e la casa è sicuramente quello a cui i due enti punterebbero maggiormente.

L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha chiesto al nostro Paese di reintrodurre la famigerata imposta sulla prima casa, calcolandola in maniera oggettiva e più equa possibile in base all’analisi degli estimi catastali. Questo perché l’Ocse ha dovuto rivedere al ribasso la previsione di crescita economica del Paese e per il rilancio dell’economia si suggerisce di puntare alla tassazione sugli immobili, calibrata sul loro valore, riducendo quella sul lavoro.

Il tema dell’imposta sulla prima casa era stato oggetto di grandi polemiche sul fronte politico, a causa dell’abolizione applicata a tutti, al di là del valore, del taglio e della tipologia di immobile in possesso del cittadino.

Riportare in auge la tassa sulla prima casa, riducendo il cuneo fiscale sul lavoro, come commentano dall’Ocse, non implicherebbe aumenti di pressione fiscale sui cittadini, ma ricalibrerebbe le imposte. Unitamente a manovre che abbiano l’obiettivo di incrementare la lotta all’evasione fiscale, il nuovo equilibrio porterebbe a un aumento del gettito e a un sistema di tasse più equo.

Abbassando il costo delle imposte sul lavoro si incoraggerebbe anche la crescita dell’occupazione, soprattutto quando si parla di professioni con redditi bassi. Riguardo alle previsioni del Pil italiano pubblicate dall’Ocse, rispetto a marzo 2017, la crescita è stata abbassata dall’1% allo 0,8%.

 

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