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Panorama sui mercati immobiliari esteri

26 mar 2013, pubblicato da Andrea Polo in: Acquisto, vendita, affitto Casa all'estero Immobili Primo piano Varie 

In Italia il mercato immobiliare attraversa da tempo momenti difficili. Il numero delle compravendite continua a scendere, i tempi necessari a concludere le trattative si allungano e aumenta il ricorso agli affitti mentre l’offerta, forse anche in virtù dell’IMU e delle nuove imposte legate agli immobili, aumenta in percentuali a doppia cifra.

Come evidenziato anche dall’Osservatorio di Gruppo Immobiliare.it i prezzi stanno lentamente scendendo e ciò potrebbe aiutare il comparto a ripartire. Diverse nazioni stanno combattendo con gravi problemi immobiliari mentre altre ne approfittano per attirare capitali e investitori, spesso anche italiani dal momento che, come evidenziato di recente dal Dipartimento delle Finanze, i nostri connazionali che possiedono immobili in altri Stati sono quasi 100.000. Ecco di seguito una rapida panoramica dei principali fenomeni in corso in alcuni dei più importanti mercati immobiliari stranieri.

Il mattone a Londra

Dopo una gravissima crisi che ha attraversato anche il Regno Unito, grazie ad un’iniziativa del Governo Cameron legata alle facilitazioni per le Banche in cambio della concessione da parte loro di mutui per l’acquisto della prima casa, il mercato è ripartito chiudendo il 2012 con numeri positivi. Il successo del provvedimento è stato tale da convincere il Primo Ministro a continuare su questa strada annunciando di aver previsto ben 14 miliardi di euro per il finanziamento di un nuovo provvedimento battezzato Help to buy, che consentirà ai cittadini di ottenere prestiti fino ad un importo massimo di 140.000 euro senza alcun interesse. L’ala laburista del parlamento si è erta contro l’iniziativa che, a loro dire, favorirebbe i ricchi negli acquisti di lussuose seconde case. In attesa che la matassa si dipani il mercato immobiliare britannico gode e, numeri alla mano, gli investimenti provenienti da oltre confine aumentano visto che il mattone britannico è oggi ritenuto fra i più solidi e redditizi. Le vecchie leggi dell’economia, però, non fanno eccezione neanche a Londra e una maggiore domanda, in assenza di un’altrettanto aumentata offerta, produce un incremento dei prezzi, per ora contenuto (+0,3% nella nazione e +0,7% nella sola Londra), ma comunque il più alto registrato nell’ultimo triennio.

Comprare casa negli USA

Anche il mercato immobiliare degli Stati Uniti d’America sta finalmente tornando a crescere e questa, dato che proprio negli USA ha avuto origine la bolla immobiliare a causa dei mutui subprime, è un’ottima notizia per tutti. Era dal 2009 che non si registravano crescite di questo tipo nella nazione e, complice anche l’inaugurazione di tanti cantieri, a fine 2013 le compravendite concluse con successo potrebbero arrivare ad essere 4,98 milioni, equivalenti ad un incremento superiore all’ 1% rispetto alle stime pubblicate nel mese di gennaio. La tendenza sembra confermarsi anche negli ultimi dati disponibili, riferiti a febbraio 2013, mese in cui la crescita nel numero di compravendite è ancora oscillante attorno all’1%. Fin troppo semplice il compito degli analisti economici che, interrogati sui motivi di questa ripresa non hanno fatto altro che evidenziare come sia diminuito il tasso di disoccupazione e, di pari passo, le Banche stiano applicando ai mutui concessi tassi molto bassi, circa il 4%. In pratica comprare casa oggi è più semplice per i cittadini americani perché hanno un lavoro e gli istituti di credito concedono loro i mutui.

La calata russa e gli affitti spagnoli

Se c’è un mercato che più di ogni altro si sta trasformando è quello spagnolo. Chiunque lavori nel settore immobiliare sa che la Spagna è stata vittima di una sconsiderata politica edilizia in base alla quale, senza una reale attenzione alle capacità di assorbimento del mercato, negli scorsi anni si è costruito infinitamente più di quanto non si riuscisse a vendere. Risultato: migliaia di immobili invenduti e prezzi crollati. Oggi qualcosa cambia e, anche in virtù di iniziative che hanno cercato di attirare compratori, si assiste ad alcuni timidi segnali di ripresa. Non va dimenticato il provvedimento per cui viene concessa la cittadinanza a chi investe in un immobile spagnolo almeno 160.000 euro. Il Governo guidato da Rajoy aveva esplicitamente detto di volere attirare con questo provvedimento gli acquirenti russi e, a quanto pare, è riuscito nell’intento. Nello 2012 il numero di immobili di altissima gamma e difficilmente avvicinabili da acquirenti spagnoli venduti a cittadini russi è aumentato del 50%, e in aree come Playa de Aro secondo stime ufficiose attualmente il 90% delle vendite si conclude con acquirenti russi o, comunque, provenienti dall’est.

Ma cosa accade agli spagnoli normali? Fino a non troppo tempo fa quasi tutti erano proprietari dell’immobile in cui vivevano, oggi non è più così. Non solo il ricorso all’affitto è aumentato a dismisura, ma il 2012 ha fatto registrare anche il record di sfratti con un aumento del 16,7% rispetto all’anno precedente; numero che, meglio di molti altri indicatori, evidenzia come il problema sia ormai di tipo sociale e di gravità inaudita.

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