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Piano Casa: no acqua, luce e gas per chi occupa

23 mag 2014, pubblicato da Vittoria Giannuzzi in: Crisi Economica Mercato immobiliare Norme Primo piano 

L’approvazione alla Camera del Piano Casa – di cui vi abbiamo già parlato qui – ha lasciato scontenti diversi soggetti, in primis i sostenitori dei movimenti per l’occupazione degli immobili disabitati. Tra le diverse novità, infatti, vi è anche l’inasprimento delle azioni del Governo contro questo fenomeno.

Il cosiddetto “Piano Lupi” prevede, infatti, il divieto di allaccio di luce, acqua e gas per chi occupa un immobile abusivamente e, al contempo, nega la possibilità all’occupante di chiedere la residenza a quell’indirizzo, da cui deriva un impedimento nell’accesso al welfare nazionale. Ma non è tutto: è vietato a chi occupa un alloggio di edilizia popolare di fare domanda per l’assegnazione di un alloggio pubblico nei cinque anni successivi alla verifica dello stato di occupazione. Queste norme, spiegano dal Governo, mirano a ripristinare una situazione di legalità che il quadro normativo attuale non garantisce.

Le migliaia di persone che, a Roma in primis, si trovano ad essere colpite da questo provvedimento stanno protestando in tutta Italia contro questa lesione del loro diritto all’abitare: le prime proteste sono state registrate nella Capitale, per poi dilagarsi verso il Nord, a Firenze e a Milano. Nelle scorse ore nella città meneghina l’Unione Inquilini, il Comitato abitanti San Siro e quello per il Diritto alla Casa hanno manifestato in piazza della Scala, disapprovando le misure, a loro dire “persecutorie”, prese contro chi occupa alloggi pubblici e privati. L’occupazione, spiegano, è spesso una risposta all’emergenza abitativa di questo Paese e questa legge è, da questo punto di vista, anticostituzionale.

 

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