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Quando i figli lasciano casa: la nuova vita delle camerette

29 ago 2017, pubblicato da Redazione in: Curiosità Primo piano 

I figli crescono e vanno via di casa. C’è chi lo fa per andare all’Università, chi inizia un lavoro in un’altra città o chi sta per costruirsi la propria famiglia.

Un sondaggio condotto da Immobiliare.it, su un campione di 10mila persone, smentisce lo stereotipo degli italiani mammoni e restii ad andare a vivere da soli: il 42% dei nostri intervistati dichiara di aver “lasciato il nido” a 25 anni.

Analizzando i dati sulle diverse aree geografiche del Paese vediamo che chi abbandona prima la propria cameretta sono i giovani del Sud e delle Isole, qui il 24% del campione è andato via intorno ai 18 anni, per motivi legati allo studio e al lavoro. Un dato che risulta più alto rispetto alla media nazionale che è pari a poco meno del 21%. La palma dei più “mammoni” va al Centro, dove oltre il 15% dei giovani resta a casa coi genitori fino a oltre i 30 anni, a fronte di una media nazionale del 12%.

Singola o doppia? Abbiamo chiesto agli intervistati alcune informazioni sulla condivisione della cameretta da piccoli. Il 45% ha diviso la stanza con fratelli o sorelle, dato che supera il 60% al Sud. Il 34%, pur avendo dei fratelli, ha avuto una cameretta tutta per sé. Solo il 21%, essendo figlio unico, ha sempre dormito da solo.

Ma quando i figli vanno via di casa cosa succede delle loro camerette? Secondo il nostro sondaggio il 33% delle famiglie (oltre una su tre) non riutilizza la stanza, nel 20% di questi casi i poster, i soprammobili e lefoto dell’adolescenza restano dov’erano, pronti ad accogliere il figlio che torna per una breve vacanza. Ci sono anche genitori (il 13%) che continuano ad arredare e abbellire la cameretta, secondo i gusti del figlio, in modo da renderla sempre più accogliente.

Nel 15% dei casi, invece, la stanza “passa di mano”: dai figli ai nipotini, che in questo modo possono dormire a casa dei nonni e lasciare anche i loro giocattoli.

Tra chi decide di riutilizzare l’ambiente la soluzione più ricorrente, nel 26% dei casi, è quella di trasformarlo in una stanza per gli ospiti; mentre il 12% usa la vecchia cameretta dei figli per poter lavorare in silenzio, facendola diventare uno studio.

Una stanza in più è anche un’ottima occasione per dare sfogo alle proprie passioni, così il 5% dei genitori ne ha ricavato una sala hobby, una palestra o uno spazio per la pittura. Per un altro 5% degli intervistati la camera dei figli è diventata un ripostiglio o una lavanderia e stireria (3%).

E i proprietari di quelle camerette, come hanno reagito alla decisione di mamma e papà per quanto riguarda il destino del loro vecchio “rifugio”? Se i genitori sono più nostalgici i figli sono più razionali: l’82% degli intervistati ha risposto di ritenere uno spreco non riutilizzare quello spazio e di non aver nessun problema con la nuova destinazione d’uso della loro ex-stanza.

Solo il 10% si è detto dispiaciuto di non avere più un proprio spazio a disposizione in casa, e l’8% si è addirittura sentito “messo da parte”, vedendo la propria cameretta adibita ad altro.

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