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Rinnovabili: l’Italia è un Paese virtuoso

13 giu 2017, pubblicato da Federica Tordi in: Ambiente Consumi Primo piano 

In Italia siamo sempre più prosumer: così si definiscono i cittadini che non sono solo consumatori, ma anche produttori, in questo caso di energia elettrica. Dall’ultimo rapporto di Legambiente, Rapporto Comuni Rinnovabili 2017, emerge come nel 2016, seppur a ritmi più lenti, si prosegue con l’installazione di impianti di energia pulita nelle case e nelle aziende italiane. In totale sono stati installati 396 mw di fotovoltaico, 513 mw di bioenergie, 282 mw di eolico, 140 mw di geotermico, 346 di mini idroelettrico. In totale l’Italia copre il 34,3% dei consumi di energia elettrica attraverso l’uso di fonti sostenibili.

Gli ultimi dieci anni del rinnovabile in Italia

Se l’Italia rimane indubbiamente uno dei Paesi più virtuosi quando si parla di fonti di energia rinnovabili, è anche vero che questo è il secondo anno consecutivo in cui si registra una diminuzione dell’energia pulita prodotta, dopo dieci anni di costante aumento. Imputata principale è la carenza di energia idroelettrica (-8,9%), a causa della diminuzione delle piogge. Dato importantissimo, questo, che dimostra come i cambiamenti climatici abbiano un importante impatto anche sul fronte delle energie pulite. In ogni caso, dieci anni fa, in Italia, si contavano un centinaio di impianti alimentati da fonti rinnovabili, oggi si parla di oltre un milione. Un exploit che ci rende fra i più virtuosi al mondo. Il contributo delle fonti rinnovabili è passato, in dieci anni, dal 2,6% al 22,7%: parliamo di biomassa, fotovoltaico, geotermico, eolico e mini idroelettrico.

I Comuni rinnovabili

Secondo il rapporto Legambiente i comuni rinnovabili sono passati dall’essere 356 nel 2005 ai 7.978 nel 2016. Questo dato indica come praticamente ci sia ormai almeno un impianto di energia pulita in ogni comune italiano. Di questi 3.978, ben 3.021 producono da fonti pulite più energia rispetto all’effettivo fabbisogno dei cittadini e delle aziende che operano sul territorio.

In Italia si contano oggi 40 comuni rinnovabili al 100%, vale a dire che coprono l’intero consumo dei cittadini e delle imprese attraverso fonti pulite che generano energia elettrica. In questo modo, non solo la loro efficienza e sostenibilità è massima, ma si sono ridotti sensibilmente anche i costi delle bollette elettriche pagate dagli abitanti e dalle aziende. Fra i premi attribuiti da Legambiente, citiamo quello vinto dal comune 100% rinnovabile di Cavalese, in provincia di Trento, e quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, premiato per la buona pratica dell’amministrazione locale e delle imprese.

Abbiamo ridotto le fonti più inquinanti

I risultati italiani sono una vera conquista, soprattutto per l’ambiente: in dieci anni si è ridotto del 30% il consumo di petrolio, del 25% quello di carbone, del 20% quello di gas e in generale abbiamo ridotto la produzione di anidride carbonica. La direzione intrapresa è sicuramente quella giusta e quella che ci pone come uno dei Paesi di punta, a livello mondiale, per la produzione di energia pulita. Di certo, suggerisce Legambiente, sono ancora molte le cose da fare per migliorare: innanzitutto si potrebbe pensare di semplificare le pratiche per l’approvazione della costruzione degli impianti, nodo ancora problematico nel campo della produzione di energia pulita. Gli incentivi, già in essere, sono un importante incoraggiamento per cittadini e imprese, ma la sensibilità, ormai, è talmente tanto elevata che, per esempio, si registra un aumento anche degli impianti solari per i quali non sono previsti finanziamenti: negli ultimi due anni sono stati installati circa 180mila impianti.

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