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Siglato il patto per le periferie italiane

7 mar 2017, pubblicato da Federica Tordi in: Primo piano Ristrutturazioni Territorio 

Il 6 marzo il Governo Gentiloni ha siglato il patto con 24 sindaci di Comuni italiani per il finanziamento di progetti volti a riqualificare le periferie. Le città coinvolte sono distribuite su tutto il territorio nazionale, da Bari a Napoli, da Torino a Messina e Bergamo. La prima tranche del finanziamento è pari a 500 milioni e rientra in una cifra complessiva di 1,2 miliardi già stabiliti dal Governo Renzi. In realtà, se si sommano anche i cofinanziamenti dei Comuni e quelli provenienti da privati, si parla di un totale di 3,9 miliardi di euro.

I 120 interventi che saranno finanziati da questi fondi riguardano prima di tutto la riqualificazione delle aree periferiche, spesso problematiche e abbandonate. Si punta a recuperare spazi pubblici ed edifici, a diffondere attività culturali e sociali e a migliorare le infrastrutture. Il tutto scongiurando il consumo di suolo, un’altra piaga del nostro Paese. Oltre al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, si è detto felice dell’accordo anche il presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Ricucire le periferie era un dovere, oltre che un bisogno, soprattutto nelle grandi città.

I progetti puntano a migliorare e accrescere il verde urbano, a riqualificare scuole, piste ciclabili e percorsi pedonali; non sono tralasciati importanti progetti per il lavoro giovanile e l’inclusione sociale. Prendendo ad esempio il caso Napoli: saranno abbattute tre delle quattro vele di Scampia, la prima già entro l’estate come ha promesso il sindaco De Magistris. Nell’unica che rimarrà in piedi, dopo la ristrutturazione, verranno insediati gli uffici della Città Metropolitana.

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