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TV, cinema e architettura: voglio una casa come…

15 dic 2015, pubblicato da Federica Tordi in: Arredamento Curiosità Primo piano VIP 

Quando si parla di moda o stile sappiamo bene quanto i modelli diffusi dai mass media servano da riferimento, diventando icone da imitare il più fedelmente possibile. Ma quando si parla di case…non si pensa quasi mai a quanto le serie TV o il cinema possano influenzare il nostro gusto dell’abitare e il modo di organizzare la casa al suo interno, ma non solo, perfino il modo di progettarla. Immobiliare.it, in occasione della festa per i suoi dieci anni di attività e grazie alla collaborazione con l’architetto Giovanni La Varra – uno degli ideatori del Bosco Verticale di Milano – ha riflettuto su questi temi, evidenziando come dagli anni ’60 ad oggi la casa si sia ridisegnata sulla base dei modelli mediatici.

Case da copertina e villette di periferia

Il viaggio attraverso i media e le loro influenze sulla casa comincia dagli anni ’60, quando le riviste erano sicuramente il riferimento per eccellenza e con le loro pagine gli italiani si recavano negli showroom o dagli architetti chiedendo una casa “da copertina”. Nel decennio successivo spopolano serie come Happy Days o la Famiglia Bradford: fu probabilmente in virtù del loro successo che il modello abitativo divenne quello della piccola villetta indipendente con giardino, costruita in periferia. Ma con gli anni la casetta stile Cunningham è diventata scomoda, difficile da raggiungere per chi lavora in centro e insicura a causa di fenomeni di criminalità sempre più frequenti. La tendenza si è ribaltata a tal punto da rendere questa tipologia di case la più difficile da vendere, vero cruccio per i proprietari ma anche per gli architetti che non sanno ancora come riqualificare questi immobili e le intere zone dove sono ubicati.

Il loft negli anni ‘80

Il decennio degli anni ’80 è caratterizzato dall’affermazione del cinema come media per eccellenza e se si pensa a pellicole cult come American Gigolò (1980) o Flashdance (1983) non si può non richiamare alla mente l’immagine di grandi loft, diventati all’epoca un vero e proprio modello abitativo. A consacrarne la fama, poi, nel 1990, ci pensò Ghost, con la storia d’amore dei due sfortunati protagonisti che si consuma proprio all’interno di uno di questi immobili.

Cabine armadio, garage ed enormi cucine

Alla fine degli anni ’90 è senz’altro Sex and The City il fenomeno mediatico che fa impazzire le donne di tutto il mondo, non solo per le vicende amorose delle protagoniste, ma anche per le immense cabine armadio presenti in molte scene: spezi a cui nessuna è più pronta a rinunciare. E se per le donne questa nuova stanza diventa un must, per gli uomini appassionati dalla saga di Fast and Furious il garage diventa un luogo non solo di ricovero della propria auto, ma anche locale attrezzato per prendersene cura.

Il viaggio attraverso le tendenze mediatiche che influenzano sulla casa non può che concludersi con il modello sempre più appassionante degli chef superstar e delle loro immense cucine. Oggi l’ambiente dove si prepara da mangiare si allarga e si esibisce, diventando così un simbolo in cui la convivialità viene sperimentata forse più che nella sala da pranzo.

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